La Strage di Bologna e una bicicletta…


Era un sabato mattina di 45 anni fa, avevo 29 anni ed ero appena diventato papà. L’indomani, domenica, avremmo battezzato Matteo e sarebbe stata festa insieme a parenti ed amici… Nonostante fosse sabato ero andato a lavorare, fino a mezzogiorno, come mi è capitato spesso nella mia vita lavorativa. Lavoravo in via Nazario Sauro in pieno centro a Bologna. La città era vuota, tantissimi erano partiti per le vacanze e non c’erano ancora i tantissimi turisti che affollano adesso la nostra città. Alle 10.40 per fare una piccola pausa ero andato a bere qualcosa al bar di via Parigi. Mentre chiacchieravo con il barista una persona è entrata un po’ trafelata ed ha esclamato: «c’è stata un’esplosione in stazione, forse è scoppiata una caldaia, ci sono dei morti». Fuori dal bar qualcuno dei passanti diceva di aver sentito l’esplosione è il boato è stato tremendo. Non avevo una radio e non avevo possibilità di capire cosa fosse realmente accaduto. Ho preso la mia bicicletta e mi sono messo per strada con la voglia di tornare a casa. Subito mi sono reso conto che era successo qualcosa di molto grave. L’atmosfera era quella che si sarà respirato durante la guerra, la gente camminava veloce e il rumore delle sirene era continuo ed assordante. Ho percorso via San Felice e via Saffi (la strada che porta all’Ospedale Maggiore), dai viali arrivavano le ambulanze, ma anche i taxi e un autobus che era stato adibito a trasportare i feriti. Pedalavo velocemente, terrorizzato, volevo tornare al più presto a casa dalla mia famiglia. Per televisione si vedevano le prime immagini della stazione squarciata dall’esplosione. La prima notizia dello scoppio di una caldaia si è presto rivelata sbagliata e cominciava a circolare una parola terribile: «ATTENTATO»!

Una parola che avrebbe cambiato la storia di questa città e della nostra nazione. Non sto a raccontare quello che è successo in tutti questi anni, il dolore e la rabbia dei parenti delle vittime, i depistaggi, le bugie e i tentativi di coprire le responsabilità di chi aveva realizzato la Strage, e di chi l’aveva voluta. Le responsabilità di politici e di funzionari dello Stato… Negli anni mi sono avvicinato al Podismo Bolognese che aveva sposato la causa dell’Associazione dei familiari delle vittime. I podisti organizzavano degli eventi per supportare l’attività dell’Associazione e soprattutto partecipavano alle Staffette che partendo da diverse parti d’Italia arrivava la mattina del 2 agosto a Bologna. Per molti anni, assieme ai miei amici del G.P. Longara, ho partecipato alla Steffetta percorrendo il tratto che da Calderara di Reno arriva al Parco della Montagnola nei pressi della Stazione di Bologna.


Quest’anno, avendo smesso di correre da qualche tempo, ho partecipato alla Staffetta in bicicletta e mentre pedalavo mi è venuto un ricordo che non avevo mai avuto: la bici con cui stavo partecipando era la stessa bici che avevo usato quel tragico giorno del 2 agosto di 45 anni fa. La mia vecchia bici è diventata, almeno per me, un simbolo e la fonte di tanti ricordi!

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