La presentazione di Susanna Tugnoli

Mi sono sentita molto onorata quando una mattina Renato mi contatta per dirmi che Salvatore desidera che scriva alcune parole di presentazione al suo libro fotografico.
Conosco Salvatore da poco tempo, e questo mi avvantaggia per quello che mi accingo a fare ora, perché mi permette di essere più obiettiva.
Ci siamo conosciuti ad una mostra pittorica attraverso il nostro comune amico.
Salvatore è dietro la sua macchina fotografica, il sorriso educato, pacato, i modi garbati ed eleganti.
Ed è così che sono le sue fotografie.
Immagini delicate e forti allo stesso tempo, gentili ed oneste, mai banali, o invadenti, a volte ironiche nei contrasti tra oggetti e persone.
I volti e i corpi di donne sono finalmente rispettati, la maternità, la dolcezza dei bambini, la durezza di giovani divenuti adulti troppo in fretta, le profonde rughe di grandi vecchi dagli sguardi arcani e distanti.
Questi sono i suoi soggetti preferiti. Luoghi e visi che raccontano storie. Questi luoghi parlano, raccontano storie lontane, di mondi lontani e allo stesso tempo vicini a noi. Questi visi esprimono e si aprono a spazi interiori, conosciuti e sconosciuti, ed una luce risplende in queste immagini.
Ritroviamo in questi volti qualcosa di noi, ritroviamo la condizione di esseri umani, la semplicità e la verità della quotidianità, lo specchio di una vita interiore fatta di emozioni, di vissuto.
Dietro a questi volti c’è sempre una storia, ordinaria e straordinaria insieme, è la storia dell’uomo, è la storia del mondo. Nasce la curiosità di sapere di più di loro, di seguirli o di domandare loro qualcosa.
Perché i tuoi occhi sono tristi? Perché ridi? Dove stai andando? Vorremmo conoscere le loro vite e cosa faranno dopo.
Sono i mondi paralleli al nostro mondo occidentale, vicini e lontani, antichi e moderni. È un mondo di colore. Sono i colori, i contrasti dei colori che danno struttura, che creano la forma, che danzano e attivano la nostra attenzione.
Penso ai ritratti della scuola veneta del ’500, a Tiziano, ma ancora di più a Lorenzo Lotto a quella intensità di espressione del volto unita al colore unico e vivo. La fotografia coglie l’attimo, è il fugace che si immortala e si lega da quel momento al per sempre. Un gesto, un sorriso, uno sguardo si fissano.
Quanta fiducia ci vuole in chi ti sta ritraendo in quel per sempre. Il ritratto è un dialogo, uno scambio tra il fotografo, l’artista e il soggetto del ritratto. Chi scatta la foto sa accogliere un segreto dell’anima, lo custodisce per riportarlo al mondo, in questo caso con cura, amore e rispetto.
L’occhio è solo un organo, così come una macchina fotografica è solo uno strumento, per creare arte l’occhio deve essere educato al bello e al vero, e deve essere collegato al cuore, all’anima di chi scatta.
L’arte è arte quando ci fa riflettere e trovare, o ritrovare, qualcosa di noi nell’altro. Salvatore credo sia riuscito perfettamente con questi scatti nel suo intento. Questa è bellezza che parla al cuore, al cuore del mondo.

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