Leonardo Sciascia compie 100 anni

L’8 gennaio Leonardo Sciascia avrebbe compiuto 100 anni e allora lo voglio ricordare con alcune frasi di un libro che ho acquistato tanti anni fa (nel 1990) e tengo sempre a portata di mano perché è una fonte inesauribile di ricordi sulla Sicilia, quella sua e quella mia, lontana dal mare. Il libro in questione è “Occhio di Capra” ed è una raccolta di modi di dire che lo scrittore ambienta nel suo paese (Racalmuto) ma che in molti casi potrei ambientare nel mio visto che da bambino li sentivo raccontare come fossero cose accaduti in paese!
Subito nella prefazione (che lui chiama “Notizia”) mette in chiaro le cose scrivendo: «“La mia terra è sui fiumi stretta al mare”, dice Quasimodo. Parla della Sicilia, ma la sua memoria più vivida ne è il mare di Siracusa, la foce dell’Imera, i “pianori d’Acquaviva dove il Platani rotola conchiglie”. Ma la mia terra, la mia Sicilia, non ha fiumi; e dal mare è lontana come se fosse al centro di un continente». La terra di Sciascia è simile alla terra dove sono nato!
All’interno del libro e rigorosamente in ordine alfabetico comincia ad elencare ma anche a commentare i modi di dire:
«A bon’è ca si mori» (Meno male che si muore). E’ l’estrema consolazione a tutte le sventure e ai sacrifici.
«Arti di pinna» (Arte della penna, cioè dello scrivere). In un periodo in cui pochi erano riusciti a completare le elementari, saper scrivere bene era considerato estremamente difficile.
«Catuniari» (Catoneggiare). «Da Catone il Censore: e appunto dice del continuo, assillante, gratuito censurare e disapprovare di un marito, di una moglie, di una suocera. Da quale memoria è arrivata al sentire popolare la figura di Catone, dando luogo a un verbo, è un mistero.»
… e tanti altri ancora!

Quand’era in vita, ho avuto grande ammirazione per Leonardo Sciascia, ammirazione che spesso sfociava in venerazione! Ancora adesso mi capita di cercare su Youtube le sue interviste o i dibattiti a cui ha partecipato. Si tratta di quelle persone a cui vuoi bene al di là del loro ruolo di scrittore, di politico, di opinionista. Ho letto molti dei suoi libri e ho ascoltato molte delle sue interviste. Era un personaggio scomodo, difficilmente etichettabile ed inquadrabile in “categorie sociali” e questo era il suo bello!
Nel maggio del 2019 quando ho percorso a piedi «la Magna Via Francigena» e sono passato da Racalmuto sono subito andato a cercare la statua in bronzo che i concittadini hanno voluto costruire per continuare a rivederlo nei suoi gesti quotidiani. La foto ricordo in sua compagnia era obbligatoria!


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