Il lockdown

Comincia il 2020 (che gli astrologi ci avevano assicurato essere un anno pieno di cose belle) con tanti progetti e all’improvviso ti trovi chiuso in casa per combattere un nemico invisibile ma molto temuto: il “Covid 19”. Se ne parlava da un po’, in Cina c’erano molti casi ma sembrava che a noi la cosa non interessasse ed invece eccoci chiusi in casa! 
Cosa facciamo, abbiamo tante cose da fare, avevo programmato con alcuni amici un Cammino in Toscana sulla via Francigena, avevamo un paio di viaggi prenotati, ho la campagna da coltivare e invece sto chiuso in casa. Con Gabriella abbiamo cominciato ad organizzarci le giornate, la nostra casa è abbastanza grande ed adesso siamo da soli. Al mattino, soprattutto i primi giorni, pulizie straordinarie poi ginnastica seguendo un video su YouTube e pomeriggio ognuno si dedicava ai suoi hobby. Gabriella preparava il pane con il lievito madre, tanti dolci e piatti appetitosi. Bisognava stare attenti a non esagerare. Certe volte andavo a camminare o corricchiare in cortile (250 mt circa). Sono riuscito a fare 6 km. Nel frattempo mi sono ricordato delle mie diapositive, frutto di tanti anni di fotografia analogica e allora ho cominciato a scansionarle per averle in digitale. Lo scanner funzionava tutto il giorno, ogni tanto mettevo delle nuove diapositive e andavo avanti (alla fine ho scansionato circa 3000 immagini). La cosa bella è che ogni tanto venivano fuori foto che non vedevamo da tanto… Foto di quando eravamo giovani, foto della famiglia, dei bambini, delle tante vacanze fatte insieme, dei momenti felici, delle persone care che non ci sono più. Tornavamo a rivivere con la mente le emozioni di quei momenti e tanti episodi o aneddoti che le immagini fanno tornare alla mente. Ogni giorno mandavo, con WhatsApp, ai figli o ai miei fratelli le foto che mi sembravano più interessanti e anche con loro rivivevamo i ricordi. Le videochiamate con i figli ce li facevano sentire meno lontani! Ogni tanto mi mettevo a scattare delle foto in casa, facevo degli esperimenti, mischiavo olio, acqua, detersivo colorato e scattavo delle foto… facevo cadere delle gocce di acqua sulle piante in terrazza e scattavo delle foto ravvicinate, poi le ritoccavo ed elaboravo al computer. Le giornate passavano senza che ci annoiassimo. La sera solitamente guardavamo un film. Abbiamo letto diversi libri. I notiziari (che sembravano bollettini di guerra) li ascoltavamo ma senza esagerare, rifuggivamo dai dibattiti dove si dicevano più o meno sempre le stesse cose. Avevamo scoperto la possibilità di farsi consegnare la spesa a domicilio. Col passare delle settimane ho cominciato ad avere nostalgia della campagna, pensavo a tutte le cose che avevo seminato e che avrebbero avuto bisogno di cura. La campagna era di mio padre che l’aveva comprato quand’era andato in pensione. Adesso, da pensionato, ci vado io. E’ una valvola di sfogo ma anche la possibilità di avere sulla tavola dei prodotti genuini. La prima volta che ci sono andato ho avuto la bella sorpresa di trovare tante cose. L’orto anche senza le mie cure mi ha fatto trovare insalata, cicoria, bietole, fave… Ho raccolto un po’ di cose e sono tornato a casa orgoglioso. Forse si ricominciava a tornare alla vita normale!

ESPERIMENTI FOTOGRAFICI DURANTE IL LOCKDOWN

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